Opening Leonie Hampton, Mend – 07/11/17 @MACRO

Leonie Hampton
Mend
XV Commissione Roma

A cura di | Curated by Marco Delogu
In collaborazione con | In collaboration with Flavio Scollo

Opening: 7 Novembre 2017
Apertura pubblico: 8 novembre –  31 dicembre 2017

 

Testo di | Text by Martin Hampton

Con la nostra famiglia al completo – inclusi i nostri due figli, Mia e Carter –, Léonie è venuta a Roma per lavorare sulla sua Commissione. Si è avventurata nella città guidata dagli Stalkers, un gruppo artistico noto per la sua enciclopedica conoscenza dei luoghi meno pubblicizzati di Roma – i progetti edilizi iniziati e poi abbandonati, le ampie spianate ritornate alle sterpaglie e agli animali, i villaggi temporanei che sorgono sulle rive del Tevere, popolati da migranti intrappolati in un limbo legale. In alcune di queste esplorazioni abbiamo accompagnato Léonie, visitando alcune di queste strane archeologie contemporanee, l’incompiuta Vela di Calatrava a Tor Vergata, od il lago Ex SNIA, in quelle che sono state forse delle insolite gite di famiglia. 

Le immagini di Léonie da queste esperienze pulsano di una misteriosa energia. Sembrano descrivere un mondo sull’orlo del collasso eppure brulicante di vita: una cascata di teli di un’impalcatura, congelati come le pareti di un ghiacciaio; funghi che spuntano da un terriccio scuro; un tetto che sta per implodere, sorretto solo da esili sostegni; mentre strani animali porgono la schiena e chiudono gli occhi, e due adolescenti androgeni si baciano noncuranti di ciò che accade intorno.

A collegare tra loro tutte queste immagini apparentemente disparate, vi è il ricorrere di mani: proprio come le mie mani stringono quelle della nostra figlia maggiore, così quelle di statue classiche raggiungono, toccano e stringono quelle di corpi senza testa. Il loro delicato contatto perdura nel tempo, offrendoci rassicurazione. La stessa presenza dei bambini è fondamentale: Cos’è successo in questo mondo? Gli adulti sono fuggiti da un’imprecisata catastrofe? Ovunque vi sono indizi, ma le risposte rimangono elusive: una pila di foglie raccolte, le sedie vuote del vecchio ippodromo abbandonato di Tor di Valle rivolte verso il tramonto, un sentiero che scompare tra mucchi di immondizia, fogli sparsi su un pavimento. Questo mondo onirico gira mentre i bambini dormono e la perfezione della loro pelle sfida i danni che il tempo causa alle opere dell’uomo. E nelle loro vite, giace la speranza per il futuro di questo mondo incerto.

 

ENGLISH

Léonie came to Rome to work on her Commission, bringing with her the family unit: myself and our two children, Mia and Carter. She ventured into the city guided by The Stalkers, an artists group renowned for its encyclopaedic knowledge of Rome’s unpublicised spaces – its half-completed and abandoned building projects, its wastelands returning to wildflowers and animals, the temporary cities on the banks of the Tiber of migrants trapped in legal limbo. We went with Leonie on some of these explorations, visiting strange modern archeological sites, such as Calatrava’s incomplete “sail” in Tor Vergata or the Ex SNIA lake, on what perhaps were unusual family outings.

Léonie’s images from these experiences throb with a mysterious energy. Together they seem to describe a world on the brink of collapse yet teeming with life: a cascade of scaffolding sheeting, frozen still like a glacier, mushrooms bursting from a dark rock face, a roof about to implode supported by the slenderest of props while strange animals turn their backs and shut their eyes and two androgynous teenagers kiss oblivious to everything around them.

Linking these seemingly disparate scenes are recurring images of hands: just like my hands holds those of our eldest daughter, broken classical statues reach out, touch and hold headless bodies. Their tender contact extends through time, offering us reassurance. The presence of children throughout the series is also key: what is happening to this world? Have the adults fled some unspeakable catastrophe? Everywhere there are clues but answers remain elusive: A pile of leaves marks a spot, the vacant chairs from Tor di Valle’s abandoned racecourse tip towards the setting sun, a path disappears across the dirt of a field, paperwork lies scattered on the floor. This dream world spins while the children sleep, the perfection of their skin defies the damage wrought by time to the manmade fabric of the city. In their lives lies the hope for the future of this uncertain world.

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