Streetlights and Tomatoes, The Banana-eating men and Other Stories from the City

A cavallo del Brexit, il referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, mi sono trovato a visitare molte volte Londra, spesso ospite dell’Istituto Italiano di Cultura. Londra, insieme alla Scozia, sarà uno dei luoghi dove la popolazione avrebbe votato ampiamente per il remain.

Nelle sporadiche giornate di sole, la luce che colpisce Londra è una delle più particolari e allontana ed isola la città dallo stereotipo della luce fredda tipica dei paesi nord-europei. Già prima del referendum, Londra ha sempre cercato un’identità alternativa al resto dell’Inghilterra e dell’UK e dopo i risultati la cercava ancora di più. La città mi appariva quindi come la capitale tra le più contemporanee dell’Europa, eppure era sull’orlo di un passaggio epocale. L’ultra-modernità dei palazzi di acciaio e di vetro sembrava cedere il passo a qualcosa di più arcaico, di più preistorico. Gli analisti erano, e sono tutt’ora, in dubbio sui cambiamenti che avranno luogo e non sono in grado di fornire risposte chiare.

Questa serie di fotografie cerca di esplorare il conflitto tra passato e futuro, indagandone il senso di incertezza e di spaesamento di una città che perde i confini di una propria individualità e diventa piuttosto l’archetipo di contemporaneità.