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Villa Verde è un comune italiano di 319 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna situato nell’Alta Marmilla, sul versante nord orientale del massiccio vulcanico del Monte Arci. Il nome del paese è avvenuto in tempi recenti quando, al tradizionale Baini, gli abitanti (che ancora oggi si chiamano bannaresi) votarono in favore del più moderno Villa Verde, nel 1954. Il piccolo paese condivide un destino comune a molti altri paesi dell’entroterra avviandosi verso un deciso calo demografico, sopratutto a causa dell’emigrazione. Per i giovani che rimangono, le attività più comuni sono la pastorizia ed i lavori stagionali ad essa associati.

 

“Scollo sorpassa con la sua serie di immagini la retorica del “non tempo” o tempo indefinito, ha il coraggio di farlo, non lavora sulla memoria in modo nostalgico ma affida a futura memoria piccoli pezzi di contemporaneo che si sovrappongono a millenarie stratificazioni. Tutto il lavoro va avanti nel confronto tra la “banalità” dell’oggi e la forza delle stratificazioni, ed ecco allora su corpi umani secolari innestarsi piccoli segni di una moda universale, su paesaggi dove fuoco e vegetazione ritornano sempre nel correre dell’anno, entrare due segni ricorrenti: i blocchetti per costruire le case (spesso lasciati grezzi anche a casa finita, simbolo di povertà e omologazione) e i pullman del nuovo trasporto (regione con molta memoria ma con poche ferrovie e nessuna autostrada). Chiude il tutto la lana della tosatura, memoria pura da sempre, unica immagine, centrale, senza tempo. Anzi immagine centrale di tutto il lavoro dove è Scollo a dare il tempo, e la memoria.” (Marco Delogu)